Mazzanti contraddice le sue stesse scelte: convocate e criteri di convocazione non coincidono, ecco perché...

Alcune scelte di Mazzanti difficili da spiegare alla luce delle sue dichiarazioni...
04.04.2018 10:39 di Gabriele Cantella  articolo letto 3108 volte
Davide Mazzanti
Davide Mazzanti

L'Italia di Mazzanti si prepara ad affrontare un'estate ricca di appuntamenti importanti, Nations League al Mondiale in Giappone. Sono 28 le atlete preconvocate dal cittì, peccato però che non coincidano coi criteri da lui strombazzati pubblicamente...

"Il principale criterio di selezione è stato il rendimento che le atlete hanno avuto nel corso della stagione di club", dichiara il commissario tecnico. 

Se è vero, ci domandiamo come mai all'appello manchino atlete dall'eccellente rendimento quali Guiggi, Diouf e Sirressi... Qualcuno potrà obiettare che Valentina di occasioni ne ha avute e quasi mai le ha sfruttate, ma è pur vero che,  se parliamo di rendimento, l'opposta milanese si rivelata determinante per le sorti di Busto e la sua assenza è pesata non poco in Gara 1 delle semifinali scudetto. E Sirressi? Non avrebbe meritato una chance, a maggior ragione se le alternative a De Gennaro sono, con tutto il rispetto Parrocchiale e Spirito? E, sempre parlando di rendimento, perché è stata richiamata in Azzurro Anastasia Guerra, tra le più deludenti a Casalmaggiore? 

"Per poter essere chiamata in nazionale ogni atleta dovrà giocare con continuità nel proprio club. Chi non troverà spazio, invece, non potrà essere preso in considerazione nelle convocazioni", rimarca Mazzanti.

E allora, ci chiediamo, per quale misteriosa ragione siano presenti nell'elenco delle convocate giocatrici come Di Iulio, Botezat, Nicoletti e Bonifacio, che nei loro rispettivi club non sono titolari? Di Iulio è la riserva di Carlini a Scandicci, Bonifacio è chiusa dalla coppia Chirichella-Gibbemeyer a Novara, Botezat ha davanti Berti e Stufi a Busto e Nicoletti parte dietro a Fabris a Conegliano, quindi qualcosa necessariamente non quadra... Le parole del cittì suonavano più o meno come un diktat: "O sei titolarissima nella tua squadra oppure scordati la Nazionale!", ma i fatti evidenziano tutt'altro... Mazzanti è tecnico preparato e vincente, persona intelligente ed equilibrata, e le sue scelte, ne siamo certi, si riveleranno le più azzeccate, basterebbe non accompagnarle con enunciazioni di principi che, anziché tradursi in realtà, rimangono lettera morta...