Sylla assolta, ma nella lotta al doping la presunzione d'innocenza non esiste purtroppo e nessuno le restituirà l'Europeo perso! Ci vuole più rispetto per chi è pulito, come tutelare gli innocenti?

L'esigenza di punire i colpevoli non può e non deve prevalere su quella di tutelare gli innocenti!
 di Gabriele Cantella  articolo letto 642 volte
Miriam Sylla
Miriam Sylla

Dopo la serba Antonijevic, anche Miriam Sylla viene riabilitata dalla FIVB, che revoca la sua sospensione per doping, riconoscendola innocente. La schiacciatrice della Foppa non ha quindi assunto volontariamente il clenbuterolo, ma, inconsapevolmente, attraverso l'ingestione di cibo contaminato.

Grazie tante, alla buon'ora! Peccato, però, che Miriam abbia ormai perso la chance di partecipare a un Europeo che nessuno potrà restituirle e l'Italia una pedina fondamentale nello scacchiere di Davide Mazzanti! Peccato che, durante la sua ingiusta sospensione, in attesa di poter provare la propria innocenza, Miriam abbia dovuto convivere coi sospetti della gente, subito pronta ad affibbiarle l'etichetta infamante di dopata!

Dopata non era, come in seguito appurato, eppure in attesa di stabilire con certezza se lo fosse o meno, si è dato per scontato che lo fosse, sospendendola! Si dice che in questi casi la sospensione venga disposta a tutela dell'atleta, che però intanto viene simpaticamente bollata come dopata e ferma al palo in attesa di giudizio...

È questa sarebbe tutela? La lotta al doping va combattuta con ogni i mezzo e con tutte forze, non fraintendeteci, ma l'esigenza di scovare e punire i colpevoli non può e non deve prevalere su quella di tutelare gli innocenti! Nella lotta al doping non esiste la presunzione d'innocenza, purtroppo...