Tanto da migliorare per coach Gaspari, a cominciare dall'inglese: inizio da dimenticare, cosa serve per invertire la rotta?

Bisogna lavorare sulla testa per tirar fuori quella cattiveria agonistica mancata contro l'Imoco!
29.10.2018 16:18 di Tano Fava  articolo letto 363 volte
Gaspari e la Pomì
Gaspari e la Pomì

Il calendario non è stato magnanimo con la Pomì, che all'esordio si è ritrovata di fronte le campionesse d'Italia di Conegliano. Il gap tra le Pantere e le ragazze in rosa è apparso quantomai evidente, complice anche il gran numero di errori da parte di Casalmaggiore: 21 i punti regalati alle avversarie (9 in battuta e 12 attacchi out), che di certo non avevano bisogno di regali, vista la loro forza.

E pensare che l'Imoco non ha schierato dall'inizio Sylla e Hill, reduci dal Mondiale, e deve ancora fare a meno delle infortunate De Kruijf e Folie, altrimenti il divario sarebbe probabilmente risultato ancor più marcato... Sul taraflex del PalaVerde si è vista una Pomì in difficoltà, a tratti smarrita, priva di un'identita di gioco, incapace di imporre il proprio ritmo e di tenere quello di Conegliano.

Certo, siamo soltanto all'inizio e ci sarà tempo e modo per le ragazze in rosa di affinare l'intesa sul campo e di metabolizzare i dettami di coach Gaspari, che avrà tanto su cui lavorare e da migliorare, a cominciare dal suo inglese: il tecnico casalasco ha mostrato qualche imbarazzo nel comunicare con le atlete straniere durante i timeout, italianizzando diverse parole, come 'counter-attack', che diviene 'contrattack', e 'confident', che si trasforma in 'convinct'.

Tornando al match, il palleggio di Radenkovic è parso ancora poco fluido, mentre Carcaces non è mai entrata in partita, costringendo Gaspari a sostituirla con Gray. In affanno anche la veterana Marcon, che ha lasciato il posto ad una Caterina Bosetti già in palla, malgrado una condizione atletica non ottimale, causa infortunio.

Servirà pazienza per invertire la rotta e dare un'anima ad una squadra profondamente rivoluzionata: se il gap tecnico con le squadre di vertice sembra davvero difficile da colmare, si può invece lavorare sulla testa, per provare a compensare le lacune col carattere e quella cattiveria agonistica, mancata contro l'Imoco.